di Roberto Bartolini
Inalca (Gruppo Cremonini) ha sviluppato un progetto di filiera per la produzione di orzo da granella, destinato all’alimentazione zootecnica, coinvolgendo 27 aziende del modenese per 450 ettari.
L’obiettivo del progetto è costruire le basi per una filiera tracciata capace di coniugare qualità della produzione, sostenibilità ambientale e condivisione delle conoscenze tecniche.
Filiera tracciata sui principi “ rigenerativi”
La filiera è stata sviluppata sulla base dell’agricoltura rigenerativa secondo i seguenti principi:
- Ridurre al minimo il disturbo del suolo con minime lavorazioni, mantenendo una copertura vegetale continua con le cover crop
- Recupero della fertilità del suolo attraverso l’incremento della sostanza organica
- Aumento della biodiversità con rotazione di diversificazione colturale
- Uso ottimizzato dei fertilizzanti con maggior uso di prodotti organici
Abbandono dell’aratura per applicare minime lavorazioni
L’abbandono dell’aratura, sostengono i tecnici che stanno lavorando al progetto e che hanno pubblicato un articolo su Informatore Zootecnico n. 15 /2026 (Federico Olivieri responsabile della società agricola Corticella del Gruppo Cremonini, Rim Soltani agronomo, Miriam Di Pietra referente sviluppo agrozootecnico Inalca, Claudio Pennucci direttore agronomico Inalca) rappresenta uno degli aspetti più importanti del progetto.
Le minime lavorazioni consentono di preservare la struttura del terreno, limitando l’ossidazione della sostanza organica, ridurre il rischio di erosione, mantenendo l’attività biologica del suolo.
Il mancato rivoltamento della fetta di terreno ( che viene effettuata se si ara) favorisce la conservazione dell’umidità del terreno e una migliore stabilità degli aggregati.
Le varietà di orzo del progetto Inalca
La semina dell’orzo è stata effettuata a novembre 2025, con una dose di semina di 155 kg/ha, impiegando le seguenti varietà:
Su Ellen di RV Venturoli
Alessia di Nutristar
Integral di Nutristar
Lavanda di Zanandrea
Rafaela di Zanadrea
Impiego del concime organico Orgazot
Per quanto riguarda la concimazione è stato introdotto un concime azotato organico derivante dalla trasformazione del sangue bovino, denominato Orgazot della ditta AGM, alla dose di 120 kg/ha, ad elevata efficienza che consente di restituire sostanza organica e nutrienti al terreno riducendo la dipendenza dai concimi di sintesi.
Le produzioni ottenute nel 2026
I risultati produttivi sono stati i seguenti:
Su Ellen: 71,3 ql/ha
Integral: 63,2 ql/ha
Rafaela: 62,9 ql/ha
Lavanda: 61,7 ql/ha
Alessia: 56,3 ql/ha
Crotalaria come cover crops
Un altro elemento qualificante del progetto agronomico di Filiera di Inalca è stato l’utilizzo delle cover crops, strumento fondamentale dell’agricoltura rigenerativa, su una parte di terreni interessati al progetto, difficili e tenaci.
E’ stata scelta la leguminosa crotalaria che ha un apparato radicale profondo e vigoroso capace di migliorare progressivamente la struttura del terreno, aumentare la porosità e favorire l’infiltrazione dell’acqua.
Essendo una leguminosa opera la fissazione biologica dell’azoto, riducendo gli apporti esterni.
La sua elevata produzione di biomassa consente un importante apporto di sostanza organica, aumentando la capacità del terreno di trattenere acqua e nutrienti.
Confronto dei costi tra tradizionale e rigenerativa
Molto interessante anche il confronto dei costi tra agricoltura tradizionale e agricoltura rigenerativa.
Quest’ultima ha consentito un risparmio del 50% sulla preparazione del letto di semina, del 40% sui mezzi tecnici, del 64% sulla fertilizzazione con un incremento medio di produzione pari a 1,2 t/ha.
Un nuovo modello agronomico sostenibile economicamente
La scelta di Inalca di adottare l’agricoltura rigenerativa nella filiera dell’orzo è stata motivata dalla volontà di sviluppare un sistema produttivo capace di rispondere alle sfide imposte dal cambiamento climatico.
L’obiettivo infatti non è solo quello di ridurre i costi di gestione ma soprattutto quello di costruire un modello agronomico in grado di mantenere livelli produttivi, preservare la fertilità dei suoli e garantire la sostenibilità anche economica della produzione agricola nel lungo periodo.
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