di Roberto Bartolini
Cereali privi di gliadine quindi adatti ai celiaci, con un maggiore contenuto di amido resistente per favorire il benessere del microbiota intestinale, piante con un apparato radicale più efficiente nell’uso dei nutrienti e dell’acqua e resistenti ai patogeni.
Sono solo alcuni degli obiettivi che si possono raggiungere attraverso l’utilizzo delle Tea ( Tecniche di evoluzione assistita) la nuova frontiera del miglioramento genetico vegetale finalmente sdoganata dalla Unione Europea.
Il via libera dell’Europa
Una nuova regolamentazione introduce il principio secondo il quale una pianta ottenuta con le Tea è equivalente ad una ottenuta naturalmente attraverso il miglioramento genetico tradizionale.
E’ un segnale importante che apre finalmente le porte ad una innovazione che sinora era stata tenuta chiusa in cassaforte dall’Europa e che ci ha fatto perdere molti anni prima di poter finalmente mettere mano ad una rivoluzione genetica dalle innumerevoli prospettive.
Modifiche mirate al Dna
Ma cosa sono in concreto le Tea?
Sono tecniche che introducono modifiche mirate al Dna delle piante intervenendo su geni già presenti o trasferendo geni appartenenti a specie sessualmente compatibili.
Si possono ottenere risultati che potrebbero verificarsi spontaneamente in natura o essere raggiunti attraverso lunghi e laboriosi programmi genetici convenzionali.
I metodi Tea sono veloci e precisi: permettono di intervenire direttamente sul carattere desiderato riducendo tempi e costi.
Due strade da percorrere
Due sono le strade percorribili con le Tea:
1-genome editing cioè modificare o disattivare specifici geni lasciando inalterato il resto del patrimonio genetico
2-cisgenesi cioè trasferimento di un gene tra varietà o specie sessualmente compatibili.
Si realizza in laboratorio ciò che potrebbe avvenire attraverso gli incrodi effettuati dai breeder per ottenere maggiore tolleranza a patogeni e parassiti, varietà più produttive e resilienti ai cambiamenti climatici, uso più efficiente delle risorse e riduzione degli input produttivi ( concimi ed acqua in primis) maggiore qualità dei prodotti raccolti.
Perché le Tea non sono Ogm
Le Tea sono diverse dalle piante Ogm perché a differenza di queste ultime non vengono introdotti geni provenienti da specie non compatibili.
Dunque le Tea sono una evoluzione del miglioramento genetico tradizionale cercando di raggiungere in meno tempo e in maniera più precisa gli stessi obiettivi.
L’Italia parte con il piede giusto perché nei laboratori da tempo si lavora sulle Tea e quindi, visto che ora la normativa è chiara, non resta che portare le innovazioni in campo.
Le prime varietà Tea con caratteri stabili come resistenza alle malattie e miglioramento qualitativo potrebbero essere disponibili nel giro di 4 o 5 anni.
La sfida e aperta e gli agricoltori attendono con ansia.
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