di Roberto Bartolini
Il Rentri è un registro digitale istituito dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) per tracciare la gestione dei rifiuti, garantendo maggiore trasparenza e controllo lungo tutta la filiera.
Attraverso una piattaforma telematica collegata con le Camere di Commercio, il sistema permette di centralizzare i dati provenienti dai registri di carico e scarico e dai formulari relativi alla movimentazione dei rifiuti.
Anche le imprese agricole sono obbligate a registrarsi al Rentri e chi ancora non si fosse iscritto, potrà farlo a partire dal prossimo 15 dicembre, con limite temporale fissato al 13 febbraio 2026.
Il Ministero ha determinato che le imprese agricole godono delle semplificazioni in essere già al momento dell’iscrizione. Pertanto, la tenuta del registro di carico-scarico e la trasmissione dei dati al Rentri possono essere assolti con la tenuta in ordine cronologico dei formulari emessi dall’impresa smaltitrice così come avviene oggi.
Si tratta quindi di una importante semplificazione di cui godono solo le imprese del settore agricolo.
Come accedere al Rentri
L'accesso al sistema è previsto solo tramite autenticazione forte (Spid, Cns, ovvero la Carta Nazionale dei Servizi, o Cie, ovvero la Carta Identità Elettronica), e il primo accesso deve essere effettuato dal legale rappresentante dell'azienda. Questo livello di sicurezza è pensato per proteggere i dati sensibili, ma purtroppo rappresenta un onere aggiuntivo per le aziende.
Possibile la delega
Possono iscriversi al Rentri per operare come delegati dei produttori:
- associazioni imprenditoriali rappresentative sul piano nazionale o società di servizi di diretta emanazione delle stesse,
- gestore del servizio di raccolta,
- gestore del circuito organizzato di raccolta di cui all’art. 183, c. 1, lettera pp) del d.lgs. 152/2006.
I delegati possono adempiere, per conto dei produttori, agli obblighi di cui al titolo III del D.M. 59/2023 ovvero all’iscrizione e la trasmissione dei dati
Quali sono i rifiuti speciali pericolosi
I rifiuti speciali pericolosi più frequentemente prodotti dalle imprese agricole sono:
- oli esauriti da motori, freni, trasmissioni idrauliche (CER 130205*);
- batterie esauste (CER 160601*);
- veicoli e macchine da rottamare (CER 160104*);
- fitofarmaci non più utilizzabili (CER 020108*);
- contenitori di fitofarmaci non bonificati (CER 150110*);
- farmaci ad uso zootecnico scaduti o inutilizzabili (CER 180205*).
Quali sono i rifiuti speciali non pericolosi
I rifiuti speciali non pericolosi più ricorrenti prodotti dalle aziende agricole sono:
- materie plastiche (nylon di pacciamatura, tubi in PVC per irrigazione, manichette, teloni serre, ecc.) (CER 020104);
- imballaggi di carta, cartone, plastica, legno e metallo (sacchi sementi - concimi – mangimi, cassette frutta, contenitori florovivaismo, ecc.) (CER 150102, 150104, 150105, 150106, 150107);
- oli vegetali esausti (CER 200125);
- pneumatici usati (CER 160103);
- contenitori di fitofarmaci bonificati (CER 150102, 150104, 150105, 150106, 150107);
- scarti vegetali in genere non destinati al reimpiego nelle normali pratiche agricole .
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