di Roberto Bartolini
La gestione delle cover crops non può seguire canoni prestabiliti ma deve essere modulata in base all’andamento stagionale dell’annata.
Eccezionale sviluppo della senape
Da settembre sino al mese di dicembre 2025 le temperature sono state generalmente miti, quindi le cover crops seminate presto, cioè entro metà settembre, hanno manifestato uno sviluppo vegetativo eccezionale. La senape, la cover crops più utilizzata in Italia, ha messo in mostra ovunque una massa verde eccezionale, sia in altezza sia come numero di piante al metro quadro, andando in fioritura a Natale, per le semine effettuate entro metà settembre.

Foto 1 Sviluppo vegetativo della senape nei primi giorni di gennaio 2026, coltura seminata a metà settembre 2025
Terminazione precoce con il trinciastocchi
Di fronte a questa situazione - dice Paolo Montana, agricoltore e contoterzista del lodigiano - ho ritenuto opportuno terminare ai primi di gennaio la senape ancora verde, cioè prima che il gelo facesse il suo effetto, con un trinciastocchi, che ha creato una pacciamatura naturale che copre il terreno in maniera uniforme, contribuendo così a limitare anche la nascita della stellaria che è la prima infestante di cui ci dobbiamo occupare.
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Foto 2 La senape dopo l’intervento del trinciastocchi forma una pacciamatura omogenea sulla superficie del terreno.
Inoltre appena le temperature lo consentiranno, questa copertura vegetale stimolerà l’azione di degradazione effettuata dai microrganismi, con un miglioramento progressivo della fertilità e della struttura del terreno.
Una alternativa al trinciastocchi può essere il rullo Crimper, che tuttavia taglia la senape lasciando però sul terreno una massa di cannule che non formano una copertura omogenea, come risulta se si usa il trinciastocchi. Quindi è probabile, ma questo lo verificheremo più avanti, che negli spazi vuoti tra le cannule le infestanti riescano ad emergere.
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Foto 3 Il rullo Crimper è un’alternativa al trinciastocchi per terminare la senape
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Foto 4 Massa di cannule della senape terminata con i rullo Crimper. Come si vede la massa non copre in maniera omogenea il terreno
Cosa succede alla senape con l’azione del gelo
Se lasciamo in campo la senape in quelle condizioni di eccezionale sviluppo vegetativo, il gelo sopraggiunto a gennaio la devitalizza, riducendola però ad una massa pagliosa molto consistente, un tappeto di cannule essiccate che può ostacolare le operazioni di interramento dei reflui e dei digestati che inizieranno nel mese di febbraio, aggangiandosi agli utensili interratori con un ingolfamento del cantiere di distribuzione.
Per evitare questo inconveniente si deve intervenire, prima di distribuire i liquami e i digestati, con più passaggi di una dischiera contrapposta, ma questa operazione comporta un costo superiore rispetto alla terminazione precoce effettuata con il trinciastocchi.
La senape seminata a metà settembre per interrompere la monosuccessione di mais, nel mese di gennaio è già stata in campo per i 90 giorni richiesti dalla normativa Pac, quindi nessun ostacolo alla sua terminazione.




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