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Il Portale dell'Innovazione Agronomica e della PAC per i seminativi.

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Solo se la seminatrice è quella giusta il sodo ha successo

06-05-2026 07:00

Roberto Bartolini

Agrotecniche,

Solo se la seminatrice è quella giusta il sodo ha successo

In vista delle semine dei secondi raccolti è bene prendere in seria considerazione la semina diretta o su sodo...

di Roberto Bartolini

 

In vista delle semine dei secondi raccolti, ad esempio di mais o di soia, anche in considerazione dell’aumento dei prezzi del gasolio, è bene prendere in seria considerazione la semina diretta o su sodo, cioè sui residui colturali della coltura principale, senza alcuna lavorazione del terreno.

Questa tecnica può essere applicata su qualsiasi tipo di suolo, purchè non presenti calpestamenti e profonde ormaie, ed il suo successo è determinato in larga parte dal tipo di seminatrice che si utilizza.

 Infatti molti insuccessi del sodo si devono proprio a una seminatrice che non fa il suo dovere.

girasole-(1).png

Foto 1 Su un terreno che si presenta in queste condizioni dopo la raccolta del cereale autunno-vernino non si può effettuare con successo la semina su sodo

 

Le caratteristiche indispensabili della seminatrice da sodo

 

Ma quali sono le caratteristiche che deve avere la seminatrice da sodo?

 

1. Gli elementi di lavoro devono assecondare il più possibile le irregolarità della superficie del terreno per consentire una corretta deposizione e la presenza di terra fine vicino al seme per poterlo far germinare al meglio.

 

2. La distanza tra gli elementi di semina deve permettere un allontanamento energico dei residui colturali dalla linea di semina e di deposizione con un taglio netto del residuo.

 

3. I sistemi di regolazione della macchina devono essere semplici e veloci, così l’operatore può intervenire con variazioni a seconda delle condizioni operative che incontra sul campo.

 

4. L’elemento di semina deve esercitare una pressione sul suolo tale da creare un solco dove il seme deposto è in stretto contatto con terra fine per non dissipare l’umidità necessaria alla sua germinazione.

 

5. La seminatrice deve essere dotata di organi terminali di lavoro che richiudano bene il solco di semina per evitare che il seme rimanga allo scoperto, esercitando una certa pressione sul terreno che deve aderire bene al seme.

 

Nell’immagine seguente si possono vedere gli organi di lavoro in successione montati su una seminatrice da sodo di ultima generazione in grado di lavorare in maniera ottimale su qualsiasi tipologia di suolo.

girasole-(2).png

Foto  2 Organi di lavoro della semnatrice da sodo. Partendo da sinistra:

 

1) due dischi con margine ondulato disposti a V per tagliare i residui colturali ed evitare che entrino nel solco di semina;

 

2)   due dischi a stella inclinati, che hanno la funzione di frantumare ancora di più i residui colturali e di allontanarli dal solco di semina;

 

3) due ruote di profondità del diametro di 400 mm e larghe 120 mm montate su bilancere;

 

4) ruotina intermedia pressatrice caricata a molla;

 

5) due ruote posteriori a “V” per un’ottimale chiusura del solco.

 

Gestione del residuo e profondità di semina

 

Dunque un aspetto fondamentale è la gestione del residuo sulla linea di semina con organi che taglino il residuo e lo allontanino verso lo spazio interfilare, con deposizione di terra fine nella zona dove verrà deposto il seme. 

I residui colturali non devono essere presenti all’interno del solco di semina, altrimenti si limita il contatto tra terreno e seme, ostacolando lo sviluppo della radichetta.

Altro punto chiave è poi la corretta e costante profondità di semina, che viene assicurata da un buon bilanciamento dei carichi su tutti gli organi di deposizione e dalla possibilità di variare il peso e quindi la forza di penetrazione dell’elemento di semina in funzione delle diverse condizioni del suolo.

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