di Roberto Bartolini
Molti terreni agricoli presentano dotazioni di elementi nutritivi molto superiori ai valori di soglia e con dotazioni considerate molto elevate di fosforo e di potassio. In queste condizioni, affermano gli esperti di Forage Team e di Agribusiness Consulting dell’Università di Torino in un articolo su Allevatori Top n. 3/2026, è possibile coltivare la maggior parte delle colture per diversi anni limitandosi alla sola restituzione con i reflui zootecnici degli elementi nutritivi asportati con le produzioni, sospendendo temporaneamente gli apporti di azoto, fosforo e potassio senza penalizzare le rese e la qualità dei raccolti.
Analisi dei terreni, dei reflui e delle colture raccolte
Per calibrare correttamente gli apporti di nutrienti in funzione dei reali asporti delle colture è indispensabile predisporre un piano sistematico di analisi dei terreni coltivati, degli effluenti zootecnici e delle colture raccolte mediante fluorescenza a raggi X ( XRF), uno strumento che fornisce risposte rapide a costi contenuti in alcune decine di euro per campione analizzato.
A questo punto diventa molto importante adottare pratiche di spandimento corrette e scegliere le epoche ottimali per ottenere la massima efficienza con la distribuzione dei reflui.
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Foto 1 Distribuzione del refluo zootecnico con interramento mediante erpice con una combinazione di denti ricurvi e dischi di ampio diametro
Distribuzione con incorporazione dei reflui nel terreno
Dai sistemi di distribuzione superficiale è opportuno passare a soluzioni integrate con incorporazione immediata nel suolo dei reflui per minimizzare le perdite di ammoniaca su valori inferiori al 5% rispetto a valori compresi tra 25 e 40% dello spandimento senza interramento, variabili in relazione alle condizioni ambientali di vento e temperatura.
Così facendo si incrementa la dose di azoto disponibile consentendo in molti casi di sopperire ai fabbisogni azotati delle colture anche molto esigenti come il mais da trinciato con la sola distribuzione dei reflui.
L’affidamento ai contoterzisti per questa operazione di distribuzione tecnologicamente avanzata dei reflui e dei digestati garantisce tempestività ed efficienza economica.

Foto 2 Un’applicazione in forte espansione è la distribuzione del refluo in contemporanea alla preparazione del terreno a strip tillage, cioè la lavorazione minima a strisce.

Foto 3 Ecco come si presenta il terreno dopo il passaggio dello strip tiller che ha interrato il refluo.
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Foto 4 Sollevando le zolle si vede la presenza del refluo a 10-15 cm di profondità nel terreno
I risultati di una prova su pastone integrale di mais
In una prova quadriennale su mais irriguo destinato alla produzione di pastone integrale di spiga ogni appezzamento è stato diviso in 2 parti omogenee: una concimata secondo le consuetudini aziendali con 51 metricubi/ha di liquame, 260 kg/ha di cloruro di potassio in pre-semina, 210 kg/ha di fosfato biammonico alla semina e 240 kg/ha di urea a lenta cessione alla rincalzatura.
Sull’altra metà la concimazione è stata calibrata sulla base delle analisi del terreno, sugli apporti di nutrienti da reflui e sulla reale potenzialità produttiva della coltura che definisce gli asporti.
Il piano di concimazione in questo caso ha previsto alla semina 90 kg/ha di fosfato biammonico e di 100 kg/ha di urea alla rincalzatura, oltre all’apporto di liquame.
Pur riducendo l’azoto di oltre 70 kg/ha, il fosforo di 30 e addirittura di 150 kg/ha per il potassio non sono avute ripercussioni sulla resa finale della coltura.
Notevole risparmi sui costi dei fattori produttivi
Interessante ricordare che questa riduzione dei fertilizzanti minerali comporta, ai prezzi attuali ( 2026 prima delle recenti speculazioni a causa della guerra all’Iran), un risparmio economico di oltre 220 euro/ha considerando solo il costo dei fattori produttivi, ai quali si deve aggiungere il risparmio dovuto all’operazione di spandimento del potassio in pre semina che non è stato effettuato.
Tutto questo significa la riduzione del costo di produzione del pastone integrale di oltre 15 euro/t di sostanza secca.
Confronto tra interramento e distribuzione a spaglio del refluo
Una seconda prova, sempre su pastone integrale di spiga di mais, ha permesso di mettere in luce i vantaggi tecnici ed economici che si possono ottenere valorizzando i reflui attraverso il loro interramento.
Una parte dell’appezzamento è stata concimata con 51 tonnellate di liquame bovino distribuito con piatto deviatore ed interrato dopo alcuni giorni con l’aratura, 250 kg/ha di cloruro di potassio in presemina, 200 kg/ha di fosfato biammonico alla semina e 260 kg/ha di urea alla rincalzatura.
Sull’altra metà del campo il refluo è stato interrato al momento della distribuzione e gli apporti sono stati definiti sulla reale potenzialità produttiva della coltura stimati in 16 t/ha di sostanza secca. Oltre al refluo è stato previsto solo l’apporto alla semina di 120 kg/ha di fosfato biammonico. Anche in questo caso non si sono avute differenze nelle produzioni.
Nonostante il maggior costo delle operazioni di interramento del refluo effettuate dal contoterzista ad un costo di 155 euro/ha contro i 75 euro/ha dello spandimento senza interramento, la riduzione dei fertilizzanti minerali ha determinato un risparmio economico di 210 euro/ha ai costi 2026.
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