di Roberto Bartolini
Un nuovo sistema di controllo satellitare denominato Ams ( Area monitoring systrem) è entrato in funzione dal 2024 per controllare su ogni superficie agricola, per la quale è stata richiesta la PAC, il rispetto della BCAA 6 per i seminativi.
La BCAA 6 prescrive l’obbligo di copertura vegetale del suolo per un periodo minimo di 60 giorni consecutivi, all’interno del periodo di impegno che va dal 15 settembre al 15 maggio.
Il controllo satellitare che sostituisce i controlli in loco, eseguiti generalmente in ritardo e in periodi dell’anno in cui era difficile verificare il rispetto della BCAA 6, ha rilevato numerosissime anomalie i cui effetti si sono fatti sentire a partire dal giugno 2025, con l’arrivo delle contestazioni da parte di Agea verso gli agricoltori inadempienti e che hanno portato alla decurtazione dei pagamenti relativi alla domanda PAC 2024, che prevedeva di mantenere la copertura vegetale per 60 giorni da 15 settembre 2024 al 15 maggio 2025.
Se è vero che molti agricoltori hanno prestato poca attenzione alla BCAA 6 e hanno sorvolato sugli impegni che comporta, è altrettanto vero che il controllo satellitare non è sempre stato efficace nel verificare la presenza di una copertura vegetale, cioè a individuare il rispetto o meno di questa norma.
L’impegno per la Pac 2025
Quindi, ai fini della domanda Pac 2025, il periodo di impegno va dal 15 settembre 2025 al 15 maggio 2026. In questo lasso di tempo il terreno non può rimanere totalmente nudo
Al fine di assicurare che i terreni abbiano una copertura vegetale nel periodo più sensibile, i beneficiari hanno l’obbligo di mettere in atto almeno una tra le seguenti pratiche:
- mantenere la copertura vegetale, naturale (inerbimento spontaneo) o seminata, per 60 giorni consecutivi nell’intervallo di tempo compreso tra il 15 settembre e il 15 maggio dell’anno successivo;
- lasciare in campo i residui della coltura precedente (es. stoppie, stocchi di mais, girasole, sorgo), per 60 giorni consecutivi nel periodo compreso tra il 15 settembre e il 15 maggio successivo, fatta salva l’esecuzione delle fasce tagliafuoco.
Inerbimento spontaneo
Per inerbimento spontaneo si intende l’assenza di lavorazioni che compromettano la copertura vegetale del terreno agricolo per il periodo definito. In funzione dell’andamento climatico ordinario, il grado di copertura vegetale può presentarsi anche non continuo e non omogeneo.
Se si sceglie la copertura vegetale con i residui della coltura precedente, durante i 60 giorni, non è ammessa l’aratura e l’erpicatura, poiché compromettono la copertura vegetale con i residui.
Le lavorazioni ammesse
Ai fini del rispetto della presente norma, sono ammesse le sole lavorazioni che non alterino la copertura vegetale del terreno o che mantengano sul terreno i residui della coltura precedente (per esempio discissura, rippatura, iniezione o distribuzione degli effluenti non palabili con tecniche basso emissive).
In altre parole, la copertura vegetale deve essere presente, anche naturale ed in modo non continuo e non omogeneo.
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