di Roberto Bartolini
Molti agricoltori hanno ricevuto proposte per assumere impegni di gestione agronomica sostenibile per la produzione di crediti di carbonio. Si tratta di iniziative private che anticipano quello che pian piano maturando a livello istituzionale e legislativo dal momento che l’Unione Europea sta mettendo a punto un Regolamento che istituisce un quadro di certificazione armonizzato, la carbonicoltura e lo stoccaggio del carbonio nei prodotti.
Il Registro dei crediti di carbonio per l’agricoltura inizierà a funzionare nel 2028.
Ci saranno regole uguali per tutta la UE
Da quel momento, scrive Ermanno Comegna su Allevatori Top, nei paesi della UE ci saranno regole uguali per tutti per quanto riguarda la misurazione e la certificazione dei crediti di carbonio prodotti a seguito dell’utilizzo nelle aziende agricole e zootecniche di pratiche virtuose come le lavorazioni ridotte del terreno ( minima lavorazione, strip till e semina su sodo), l’utilizzo di rotazioni più sostenibili, la riduzione degli input chimici e negli allevamenti l’impiego di pratiche n di gestione delle deiezioni che favoriscano il sequestro di carbonio.
Un mercato molto volatile
Un aspetto critico è la determinazione del valore dei crediti di carbonio prodotti dall’azienda agricola in quanto il mercato è volatile, cioè il valore del credito cambia di anno in anno ed è differenziato in base agli impegni assunti e alla qualità del sistema di certificazione adottato.
Le istituzioni stanno spingendo su una soluzione che favorisca l’ingresso sul mercato di soggetti privati che hanno interesse a finanziare l’utilizzo da parte dell’azienda agricola di pratiche sostenibili. Staremo a vedere.
Come comportarsi da oggi al 2028
Ritornando al discorso iniziale, l’agricoltore che si trovasse di fronte soggetti che prospettano soluzioni semplicistiche per la quantificazione dei crediti di carbonio deve tener presente che lo scambio dei crediti esige due principi fondamentali:
1) Ricorso a metodiche di quantificazione dei crediti rigorosamente riconosciute
2) Utilizzo di pratiche agronomiche che vadano al di là di quelle già adottate dall’azienda e che rispettino il principio di addizionalità.
3) La vendita dei crediti deve rappresentare un incentivo per l’agricoltore.
Ricordiamo infine che tra i requisiti di maggiore importanza richiesti vi è quello di mantenere l’impegno di gestione agronomica e zootecnica per un periodo lungo di tempo quindi con un vincolo che impedisce all’agricoltore di recedere facilmente dalle scelte effettuate.




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