di Roberto Bartolini
Alla revoca di s-metolaclor si è aggiunta quella di metribuzin, sostanza ampiamente usata in via preventiva subito dopo la semina della soia per il controllo delle principali infestanti della coltura.
Dunque per gli interventi di pre-emergenza l’unico principio attivo a specifica azione graminicida rimane la petoxamide ( Mojang 600) mentre il naturale sostituto del metribuzin rimane il metobromuron ( Proman Flow) da utilizzare a bassi dosaggi nei terreni sciolti.
Prima di tutto diventa fondamentale assicurare alla soia un letto di semina pulito da infestanti, effettuando operazioni di falsa semina con la preparazione anticipata del terreno e con gli interventi di azzeramento delle infestanti a base di glifosate, utilizzabili anche entro tre giorni dall’avvenuta semina.
Quindi la strategia di diserbo chiave per la soia è affidata ai trattamenti di post-emergenza.
Per contrastare la presenza di Amaranthus resistente, Abutilon e Portulaca, buoni risultati si ottengono con l’impiego molto precoce di bifenox (Valley) su plantule dell’infestante che abbiano differenziato al massimo le prime due foglie vere.
Un secondo intervento erbicida può essere affidato a formulati a base di imazamox ( Tuareg New, Davai ecc) addizionando anche tifensulfuron-metile ( Harmony 50 SX, Refine SX).
Quest’ultima miscela può essere rafforzata con bentazone ( Basagran SG) efficace contro Abutilon t.,Portulaca e Cyperus.
In post-emergenza è possibile anche l’impiego di clomazone ( Sirtaki) per prolungare l’azione nei confronti delle emergenze di Abutilon t.
.png)



