di Roberto Bartolini
Negli ultimi dieci anni le vendite di prodotti fitosanitari si sono ridotte del 18% secondo l’ultimo report dell’Osservatorio di Agrofarma.
Al primo posto c’è il calo dei fungicidi seguito da quello degli erbicidi.
Le riduzioni sono maggiori se si guarda al volume dei principi attivi contenuti nei prodotti che risultano calati del 24%.
Gli agricoltori stanno rivolgendo sempre più attenzione all’uso dei principi attivi di origine biologica, le cui vendite sono aumentate del 133%.
L’Italia si conferma Paese molto virtuoso rispetto alla media europea, mantenendo una leadership a livello di sicurezza alimentare.
Infatti i dati mostrano che siamo tra i Paesi con la più bassa presenza di residui di agrofarmaci, con appena l’1% di alimenti con residui oltre ai limiti consentiti.
L’innovazione corre veloce
Non c’è dubbio che l’innovazione nel settore ha fatto passi da gigante dato che più della metà delle sostanze attive attualmente utilizzate nella UE sono state introdotte negli ulti i dieci anni.
Per quanto concerne l’Italia, l’85% degli agrofarmaci oggi sul mercato sono stati approvati dopo il 2010.
Nel periodo 2024.2025 in Italia sono stati autorizzati 38 nuovi agrofarmaci il cui impiego è consentito anche in agricoltura biologica.
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