di Roberto Bartolini
Il processo di revisione dei prodotti fitosanitari, attuato in applicazione del Reg. 1107/09/Ue, ha portato ad una contrazione negli ultimi cinque anni del 30%, e del 40% se consideriamo la situazione del 2010.
Complessivamente i prodotti di sintesi disponibili dal 2010 ad oggi sono passati da 232 a 173.
Oltre agli insetticidi, in forte contrazione anche la disponibilità dei diserbanti (- 28%, da 101 a 73), mentre più contenuta la riduzione per i fungicidi (da 72 a 62).
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Tabella 1 Evoluzione delle sostanze attive disponibili dal 2000 al 2025 ( fonte Agronotizie)
In controtendenza è la disponibilità di prodotti impiegabili in agricoltura biologica che sono passati da 63 nel 2012 a 115 nel 2025.
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Tabella 2 Evoluzione delle sostanze attive per il biologico dal 2012 al 2025 (fonte Agronotizie)
Limitata l’introduzione di nuove sostanze attive
Analizzando complessivamente i dati va inoltre evidenziato, con forte preoccupazione, che per i prodotti di sintesi si è sostanzialmente esaurito il volano esercitato dall'immissione in commercio di nuove sostanze attive.
Negli ultimi cinque anni in totale 9 sostanze (4 fungicidi, 1 nematocida, 2 diserbanti e 2 insetticidi), mentre erano stati 54 tra il 2012 e il 2020 (22 fungicidi, 15 insetticidi e 11 diserbanti
Revisione continua e cambiamenti nelle etichette
Il processo di revisione delle sostanze attive è in piena attività e quindi anche nei prossimi anni c’è da aspettarsi un ulteriore diminuzione dei principi attivi disponibili.
A questo quadro inquietante va aggiunto il fatto che le stesse autorizzazioni concesse all'impiego dei prodotti fitosanitari sono in costante evoluzione e cambiamento.
Annualmente circa il 50% delle etichette viene modificato con modifiche sostanziali nei dosaggi, nei campi di impiego, nei residui massimi ammessi, nei tempi di carenza e nelle misure di mitigazione.
Un regolamento troppo severo
Dunque diventa sempre più difficile produrre rispettando norme sempre più restrittive e che sono sottoposte ad un continuo cambiamento, soprattutto di fronte ad un cambiamento climatico che sottopone le colture a forti stress.
Le derrate alimentari prodotte in Europa hanno standard di sanità certamente molto più elevati rispetto a quelle provenienti dal resto del mondo, ma il processo di revisione delle sostanze attive impiegabili previsto dal Reg. 1107/09/Ue è troppo severo e sta mettendo in seria difficoltà l’operatività in campo dei nostri agricoltori.
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