di Roberto Bartolini
Sulla base dei dati raccolti con le mappature di produzione per ogni appezzamento coltivato, ormai realizzate ed utilizzate da parecchi anni, Daniele Pavan, agricoltore e contoterzista di Buttrio (UD) ha pianificato la campagna 2025-2026 puntando soprattutto su quattro colture.
Soia, frumento tenero, orzo e avena - dice Pavan - sono le colture che hanno fornito la maggiore plv e su queste puntiamo per la campagna 2025-2026. Come medie produttive della mia azienda e di quelle dei miei clienti, quindi senza parlare delle punte di produzione raggiunte in parecchi appezzamenti, la soia ha prodotto 34 ql/ha, con una qualità eccelsa ed un alto peso specifico, il frumento tenero 80 ql/ha, l’orzo da birra da 55 a 58 ql/ha e l’avena per uso alimentare 50 ql/ha. Per orzo da birra ed avena abbiamo stipulato contratti di coltivazione.
Qualche novità per questa campagna?
Sì, ho seminato per la prima volta nei primi giorni di novembre i frumenti ibridi di RV Venturoli Hybiscus e Su Hycardi, facendo molta attenzione alla profondità di semina ( circa 1cm) sui quali, entro dicembre, distribuirò 40 unità di Yara Sulfa Bela un concime innovativo molto efficiente grazie all’azione sinergica e contemporanea di Azoto, Zolfo e Calcio. Per la distribuzione del concime utilizzo ormai da molti anni il rateo variabile, sulla base delle mappe di prescrizione realizzate partendo dalle mappe di produzione.
Ho confermato anche il frumento tenero Nuvola di RV Venturoli che lo scorso anno mi ha fornito una media produttiva di 100 ql/ha con punte di 120 ql/ha.
A cosa si deve questa notevole performance produttiva?
Non c’è dubbio che la base genetica di Nuvola è formidabile, non è mai andato in stress e si è sempre mantenuto verdissimo, ma sicuramente conta anche la concimazione azotata frazionata.
Quindi in primavera coltiverà solo soia?
In linea di massima è così, anche se certamente terrò qualche appezzamento da dedicare alla coltivazione del grano saraceno che va seminato presto in primavera appena sono terminate le gelate notturne oppure come secondo raccolto a luglio. Si tratta di una coltura che produce bene e che permette di stipulare contratti di coltivazione.
Pavan ormai da anni ha abbandonato l’aratura a favore delle minime lavorazioni e ritiene che la scelta sia stata vincente, sia per la possibilità di intervenire tempestivamente in campo, sia per la sensibile diminuzione dei costi.
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