di Roberto Bartolini
Carbon Farmer dell’anno è un’iniziativa che nel corso di due anni (Novembre 2025 – Luglio 2027), premierà l’impresa agricola più virtuosa nel ridurre le emissioni di gas serra e nell’aumentare il sequestro del carbonio organico nel suolo.
E’ stata ideata da Citimap, con il contribuito scientifico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e sponsorizzata da Terrepadane.
A chi è rivolta l’iniziativa
In pratica gli agricoltori che vorranno aderire dovranno dimostrare l’impegno concreto sul campo nel ridurre l’impronta carbonica delle produzioni rispetto ad uno scenario di riferimento.
Possono partecipare all’iniziativa, afferma il coordinatore Andrea Ferrarini, ricercatore della facoltà di Agraria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, tutte le aziende agricole con coltivazioni a seminativo, indipendentemente dal metodo di produzione adottato. Le aziende zootecniche saranno valutate per la sola parte colturale, e non per le pratiche relative alla gestione della stalla o agli impianti di biodigestione.
Quali pratiche e percorsi colturali sono coinvolti nella riduzione dell’impronta carbonica?
Cover crops invernali ed estive, lavorazioni conservative come minima, strip till e semina su sodo, interramento con valorizzazione agronomica dei residui colturali, diversificazione colturale, gestione avanzata dei reflui zootecnici, riduzione o sostituzione dei fertilizzanti chimici e agroforestazione.
In aggiunta alle pratiche di agricoltura rigenerativa sopracitate, aggiunge Ferrarini, potranno essere oggetto di valutazione per i carbon farmer anche pratiche o tecnologie complementari come ad esempio:
1- piani di concimazione “innovativi”, basati su analisi del suolo frequenti o su strumenti di agricoltura di precisione;
2- utilizzo di fonti energetiche alternative per l’irrigazione e per l’uso delle trattrici agricole (es. pompe solari, biometano);
3- impiego di concimi a bassa impronta carbonica (in fase di produzione) o di altri prodotti che riducono le emissioni (es. inibitori della nitrificazione).
Con quali strumenti si quantificherà l’impronta carbonica nelle aziende agricole che aderiranno all’iniziativa?
Utilizzeremo - dice Ferrarini - la nostra piattaforma digitale, che a breve sarà a disposizione per il mondo agricolo, chiamata Carbon-MRV per il monitoraggio, la rendicontazione e la verifica (MRV) delle emissioni di gas serra e degli assorbimenti di carbonio nel suolo, progettata per supportare progetti di carbon farming, iniziative di agricoltura rigenerativa e bilanci di sostenibilità delle agro-industrie.
Come funziona questa piattaforma?
La piattaforma combina:
- Cool Farm Tool (CFT), per il calcolo delle emissioni di gas serra associate alle attività agricole (CO₂, N₂O, CH₄), in coerenza con le principali metodologie di reporting (GHG protocol, Emissioni Scope 3 );
- Remote-C, un modulo di modellazione del carbonio nel suolo che utilizza il modello Roth-C per stimare il sequestro e la dinamica del carbonio organico del suolo (SOC).
Remote-C integra e armonizza informazioni provenienti da:
- piani colturali e rotazioni dichiarate;
- quaderni di campagna (operazioni colturali, residui, fertilizzazioni);
- dati da telerilevamento satellitare, utilizzati per identificare e verificare pratiche agronomiche e condizioni biofisiche, tra cui:
- periodi di copertura del suolo e suolo nudo;
- presenza e durata delle cover crop;
- numero e data delle lavorazioni del suolo;
- stima di biomassa e rese colturali.
Queste informazioni vengono assimilate all’interno del modello Roth-C, permettendo una stima coerente, trasparente e verificabile dai principali standard (CRFC, GHG protocol Verra, CRFC) degli assorbimenti del carbonio nel suolo da particole di carbon farming/agricoltura rigenerativa.
Come viene determinato il punteggio per stabilire quale sarà l’azienda vincitrice?
Dalla somma di tre diversi punteggi. Un massimo di 40 punti per l’impronta carbonica secondo il concetto meno emissioni più punti. A questi si aggiungono un massimo 30 punti relativi al numero e allo spirito di partecipazione ad eventi tecnici ai quali saranno invitati gli agricoltori partecipanti. Infine un ultimo pacchetto di 30 punti per premiare le azioni intraprese ed i risultati ottenuti in termini di riduzione effettiva dell’impronta carbonica.
Questa iniziativa, davvero originale e lodevole, merita la massima attenzione da parte degli agricoltori innovatori che hanno già messo in pratica, o che intendono farlo nei prossimi mesi, percorsi agronomici sostenibili per minimizzare le emissioni nocive in atmosfera.
Pertanto segnaliamo il link per l’adesione all’iniziativa: https://www.citimap.it/carbon-farmer-registrati/ ed il link della pagina ufficiale: https://www.citimap.it/carbon-farmer/
.png)



.png)