di Roberto Bartolini
Il mondo del biogas tira un sospiro di sollievo dopo l’intervento correttivo, approvato in Commissione Attività Produttive della Camera, alla norma che prevedeva una riduzione progressiva (décalage) dei Prezzi minimi garantiti (Pmg) del 20% annuo, fino alla loro totale eliminazione entro il 1° gennaio 2031.
Le novità introdotte dall’emendamento
L'emendamento approvato introduce queste novità chiave:
1- Blocco dell'azzeramento: viene scongiurato il taglio drastico dei prezzi minimi, garantendo la sostenibilità economica per gli impianti che non possono essere riconvertiti a biometano
2- Innalzamento dei plafond: aumentati i fondi (plafond) destinati al settore per assicurare la copertura finanziaria del meccanismo nei prossimi anni;
3 - Tutela per impianti >300 kW: si è posta particolare attenzione agli impianti di potenza superiore a 300 kW che hanno difficoltà tecniche o strutturali nella riconversione a biometano.
Prezzi minimi garantiti: come funzionano
Dopo le ultime integrazioni, ecco come funzioneranno i Pmg ( Prezzi minimi garantiti):
1 - se il prezzo di mercato dell'energia scende sotto una certa soglia, il Gse garantisce al produttore il pagamento del "prezzo minimo" stabilito.
2 - il calcolo del prezzo tiene conto dei costi operativi (O&M), inclusi l'approvvigionamento della biomassa e lo smaltimento delle ceneri
3 - I produttori devono presentare richiesta tramite il portale del Gse - Servizio Bio-Pmg, seguendo le regole operative aggiornate secondo la Delibera Arera 132/2024/R/eel.
800 impianti di biogas hanno rischiato la chiusura
Se non fosse stato approvato questo emendamento, circa 800 impianti a biogas avrebbero rischiato la chiusura immediata, a causa dei costi di gestione non più coperti dai prezzi di mercato.
La misura permette ora di mantenere attiva la produzione di energia rinnovabile "programmabile" (ovvero non dipendente dal meteo come sole o vento) in attesa che la transizione verso il biometano diventi tecnicamente fattibile per quasi tutti.




