di Roberto Bartolini
Tutti concordano sul fatto che con l’applicazione in campo dell’Agricoltura di Precisione (AP) aumentano i ricavi, migliora la qualità dei prodotti, si riducono i costi dei mezzi tecnici, del lavoro e dell’uso delle macchine.
Ma nonostante tutto ciò la superficie agricola interessata dall’Agricoltura di Precisione in Italia è ferma al 9,5% della SAU.
Come mai?
Angelo Frascarelli dell’Università di Perugia sostiene che le ragioni principali consistono nella resistenza da parte degli agricoltori ad investire risorse umane ed economiche senza conoscere se la tecnologia di precisione fornirà un miglioramento del reddito e poi va messo in conto un forte attaccamento degli operatori agricoli alle tecniche consolidate e alla meccanizzazione tradizionale.
L’impatto sulle risorse umane
L’AP impatta soprattutto sulla qualità delle risorse umane, richiedendo nuovi requisiti di professionalità ed un cambiamento radicale di mentalità.
Questo impatto sulle risorse umane è un’opportunità, ma è anche un problema.
L’AP richiede infatti un “salto culturale” di sostituzione delle abilità personali e mentali, di cui molti agricoltori non hanno consapevolezza o, più frequentemente, sono reticenti a qualsiasi forma di rinnovamento e di innovazione.
L’AP comporta l’adozione di un nuovo modello di organizzazione delle risorse umane aziendali per creare un sistema efficiente di acquisizione e gestione degli innumerevoli dati che provengono dalla digitalizzazione.
Dati che devono poi essere elaborati nell’ambito di un progetto agronomico globale da trasferire in campo che permette di razionalizzare i costi, di aumentare l’efficienza dei mezzi tecnici e diminuire l’impatto ambientale.
Ci troviamo di fronte ad un paradosso, osserva Angelo Frascarelli.
L’agricoltore non percepisce i vantaggi
I numerosi incentivi a favore dell’agricoltura di precisione hanno sicuramente avuto il merito di promuovere l’ammodernamento delle macchine agricole con la dotazione di strumenti di precisione, ma non hanno ancora assicurato un’adeguata diffusione delle potenzialità e dei risultati dell’agricoltura digitale. Eppure numerosi studi a livello internazionale e nazionale hanno dimostrato i benefici economici dell’AP, a partire dalle forme più semplici (guida automatica) fino a quelle più avanzate (mappatura delle produzioni, sistemi di dosaggio variabile, sensori per stimare lo stato vegetativo delle colture e le proprietà chimico-fisiche del suolo, sistemi elettronici di supporto alle decisioni (DDS),utilizzo dei droni, ecc.).
Eppure, la diffusione dell’AP e la percezione dei vantaggi economici, immediati e di medio periodo, non è così rilevante.
Gli effetti sui ricavi
Le tecniche basate sul principio dell’applicazione a dose variabile dei mezzi tecnici come concimi, sementi ed agrofarmaci, consentono di aumentare le rese. L’aumento delle rese è conseguente all’ottimizzazione dei processi produttivi: ridurre le sovrapposizioni di semente, fertilizzanti e agrofarmaci, oltre a comportare un risparmio di risorse, aumenta la produttività della coltura, riducendo gli effetti depressivi dovuti alla sovrapposizione.
L’AP, in alcuni casi, consente anche il miglioramento qualitativo delle produzioni. Ad esempio, l’ottimizzazione nel tempo e nello spazio della concimazione azotata permette di ottenere benefici in termini del contenuto proteico delle produzioni cerealicole.
Analogamente, per i trattamenti fitosanitari più tempestivi e l’irrigazione mirata che evita lo stress delle colture.
Aumenta l’efficienza del lavoro e la professionalità
Aumenta sensibilmente grazie alla AP l’efficienza del lavoro del personale dell’azienda (in prevalenza dei trattoristi) e migliora sensibilmente sia in termini quantitativi (riduzione del tempo dedicato alle operazioni) sia in termini di qualità del lavoro (miglioramento delle prestazioni di lavoro)
Nonostante il ritardo accumulato dal nostro Paese il percorso verso l’AP è avviato e le tecnologie innovative nel tempo si affermeranno in modo inevitabile.
L’agricoltore pian piano si convincerà che l’introduzione dell’AP genera una crescita professionale di tutte le risorse umane dell’azienda e finalmente constaterà che tutto questo avrà riflessi positivi sui bilanci economici e sulla redditività.




