di Roberto Bartolini
Un tipico errore da evitare è seminare su un terreno con infestanti già emerse.
Nella maggior parte delle situazioni, sostiene l’esperto Denis Bartolini dalle pagine di Terra e Vita, per un primo azzeramento delle malerbe già emerse, purchè in stadi di crescita non eccessivi, possono essere sufficienti le ultime preparazioni del letto di semina.
Quando utilizzare il glifosate
Ma nel caso di forti e sviluppate infestazioni è bene ricorrere a formulati a base di glifosate così come nel caso si effettuino semine su sodo.
Con preponderante presenza di dicotiledoni anche perennanti, è bene ricorrere alla miscela glifosate+ 2,4D (Kileo) o ad un formulato autorizzato di recente in via definitiva a base di piraflufen-etile chiamato Revolution.
I principi attivi disponibili e la loro efficacia
Dunque per limitare le emergenze e il primo sviluppo di infestanti dicotiledoni e graminacee che potrebbero esercitare forte competizione nelle prime fasi di crescita dei cereali vernini e per semplificare i successivi interventi erbicidi, l’agricoltore dispone di una buona gamma di principi attivi dopo la revoca del flufenacet.
Con prevalente azione graminicida sono disponibili formulati a base di clortoluron, prosulfocarb, triallate, questo ultimo autorizzato solo in pre-emergenza.
Per integrare l’attività sulle malerbe a foglia larga rimane come cardine il principio attivo diflufenican recentemente affiancato al blefubutamide (Beflex) utilizzabile solo in post-emergenza precoce.
Il caso Papaver
Su Lolium e Papaver si può ricorrere a formulati a base di pendimentalin e nel caso di infestanti più complesse di Papaver si può usare una miscela preformulata a base di prosulfocarb + diflufenican e haulaxifen-metile (Eledura).
Sempre su Papaver scarsamente sensibile ai classici erbicidi per trattamenti di post-emergenza si consiglia l’utilizzo di Zipar (halauxifenmetile + florasulam), Trezac (aminopiralid), Tekken e Pixxaro (fluroxipir), Zypar Duo (pyroxsulam) e Zypar Trio ( pyroxulam+florasulam).
Queste applicazioni non devono essere molto anticipate per evitare problemi di ridotto assorbimento da parte delle plantule di Papaver eccessivamente piccole, confidando poi in un rapido sviluppo della coltura cerealicola per chiudere rapidamente gli spazi interfilari impedendo i ricacci.
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