di Roberto Bartolini
Il blocco del Mar Nero, che ostacola le esportazioni di materie prime agricole dell’Ucraina e anche le forniture al mondo di cereali e soia di Mosca, continua a sostenere i listini come dimostrano le ultime rilevazioni di Ager- Borsa merci di Bologna.
Riportiamo di seguito le quotazioni del 10 settembre scorso, indicando un prezzo minimo e massimo espresso in euro/t. Per tutti i prodotti è in aumento rispetto alla settimana precedente.
Frumento tenero
Di forza: 270-274
Speciale: 260-264
Fino: 250-254
Buono mercantile: 244-247
Frumento duro ( rilevazioni CUN)
Nord, Centro e Sud: 255-265
Alto proteico: 310-319
Orzo
Peso specifico 62-64: 225-230
Peso specifico oltre 65: 232-237
Sorgo
Nazionale bianco: 238-242
Biologico
Frumento tenero: 325-370
Orzo: 265-270
In vista delle prossime semine autunnali queste quotazioni sono senza dubbio una buona notizia per gli agricoltori, abituati a decidere cosa mettere in campo in funzione dell’andamento dei prezzi correnti.
Dobbiamo produrre di più in Italia
Quest’anno poi c’è da tener conto anche della geopolitica che con le guerre in corso e le difficoltà nel libero scambio delle merci, esercitano forti ripercussioni non solo sui prezzi ma anche sulla disponibilità di prodotti.
Poiché l’Italia è un forte importatore di cereali ed oleaginose è più che mai opportuno cercare di diminuire la nostra dipendenza dai mercati esteri, sempre più aleatori e meno affidabili.
Per quanto riguarda i cereali a paglia considerando l’annata difficile del mais, attaccato dalle micotossine, si prevede una crescita di interesse da parte degli agricoltori che a fronte di minori anticipazioni colturali possono contare su rese sicure a patto che si applichi una buona tecnica agronomica e non si subiscano danni da eventi climatici avversi.
Anche per il sorgo si prospetta un 2027 di successo crescente data la rusticità della pianta e il suo inserimento vincente nella razione delle vacche da latte al posto del mais.




