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La veccia villosa cover ideale per ridurre la dipendenza dall’urea

17-07-2026 07:10

Roberto Bartolini

Agrotecniche,

La veccia villosa cover ideale per ridurre la dipendenza dall’urea

La veccia villosa utilizzata come cover crop può consentire di limitare le dosi dell’urea sul mais...

di Roberto Bartolini

 

La veccia villosa utilizzata come cover crop può consentire di limitare le dosi dell’urea sul mais.

A questa conclusione giungono le Università della Tuscia e di Ferrara al termine di una sperimentazione biennale (2023-2024) che ha messo a confronto veccia villosa, avena sativa, un miscuglio di veccia e avena ed una concimazione convenzionale con 250 unità ad ettaro di urea (Informatore Agrario n.18/2026).

 

Semina e terminazione delle cover crops

 

Le colture di copertura sono state seminate in autunno utilizzando 60 kg/ha per la veccia, 70 kg/ha per l’avena e 65 kg/ha per il miscuglio.

A fine aprile le cover sono state terminate con rullo crimper, i residui colturali sono stati lasciati sul terreno formando una copertura permanente, sulla quale è stato seminato il mais.

 

Azoto accumulato nel terreno e rapporto C/N

 

La veccia in primavera ha accumulato per 185 kg/ha di  azoto, disponibile per il mais, il miscuglio 181 kg/ha  mentre l’avena si è fermata a 120.

Altro elemento importante il rapporto C/N dei residui.

La veccia ha presentato i valori più bassi ( 8,4 il primo anno e 10 il secondo anno) indicando così residui più facilmente degradabili e quindi potenzialmente in grado di rilasciare azoto più rapidamente.

 

Le cover rilasciano gradualmente l’azoto

 

Un elemento importante riguarda il rilascio dell’azoto: quello proveniente dalle cover crops non viene rilasciato in modo immediato, come accade con l’urea ma segue una dinamica graduale legata ai processi biologici di decomposizione dei residui.

 

Più umidità del suolo grazie alla pacciamatura naturale

 

Umidità del suolo: le cover hanno mantenuto livelli di umidità superiori rispetto alla gestione del terreno senza cover soprattutto nelle fasi più avanzate del ciclo del mais.

La biomassa infatti ha agito come pacciamatura naturale riducendo l’evaporazione e contribuendo a conservare maggiormente acqua disponibile per la coltura.

 

Limitare gli stress da caldo

 

Questo effetto risulta particolarmente importante di questi tempi con le estati siccitose che stiamo incontrando.

Maggiore umidità significa limitare gli stress quindi migliorare l’efficienza complessiva del sistema colturale.

Dunque le cover non si limitano a fornire azoto alla coltura che le segue ma contribuiscono a modificare in senso positivo il funzionamento del sistema suolo-pianta.

 

La produzione del mais nei 4 campi

 

La produzione del mais è risultata pari a:

142 ql/ha con solo veccia

145 ql/ha con l’urea

120 ql/ha con miscuglio veccia+avena

100 ql/ha con solo avena

 

Questa sperimentazione dimostra come la veccia villosa sia uno strumento efficace per incrementare la disponibilità di azoto all’interno dei sistemi maidicoli diminuendo la dipendenza dai concimi minerali.

Significa utilizzare in modo più efficienti i fertilizzanti diminuendone le dosi ( o sostituendoli in toto con digestati e liquami) ed integrandoli con fonti biologiche di azoto capaci di migliorare contemporaneamente la fertilità del terreno e la resilienza del sistema colturale.

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