di Roberto Bartolini
L’agricoltore deve essere prima di tutto un bravo agronomo ma non basta: le competenze agronomiche sono imprescindibili, ma per ricavare un reddito adeguato occorre prima di tutto fare impresa.
Cosa vuol dire?
Osservare il mercato, gestire i processi, organizzare le risorse, raccogliere ed interpretare dati, assumere decisioni che possano reggere l’urto violento dei mercati anche in assenza di aiuti pubblici.
Punto primo: fare i conti
Un punto chiave della strategia che l’azienda agricola deve implementare è la pratica di fare i conti.
Non si tratta di una semplice esercitazione contabile, affermano Luigi Pisoni, Angelo Frascarelli e Giuseppe Concaro nel bel volume “ Fare reddito in agricoltura” Edizioni L’informatore Agrario, ma di una base concreta da cui partire per costruire un percorso di reddito solido.
In un contesto economico di incertezza come quello agricolo, dove la marginalità è spesso ridotta ai minimi termini, programmare e tenere sotto controllo numeri ed indicatori in una logica di pianificazione e di controllo di gestione è necessità vitale.
La domanda che deve porsi ogni agricoltore
L’agricoltore dovrebbe porsi questa domanda: come imprenditore ho in ogni momento una lucida percezione di dove si trovi la mia azienda e di quale sia il suo reale posizionamento in termini patrimoniali, economici e finanziari?
Riteniamo per esperienza che un numero ancora nutrito di agricoltori potrebbe dare una risposta negativa a questa domanda.
La capacità di leggere il mercato
Per creare valore tra le leve che ha a disposizione l’impresa agricola c’è senza dubbio l’agilità intesa come velocità gestionale e capacità di distinguersi dalla massa.
Oggi, affermano gli autori del testo, non è la dimensione dell’impresa a determinare il successo ma la sua capacità di leggere il mercato e di prendere decisioni tempestive.
Esistono grandi aziende che faticano ad adattarsi, rimanendo prigioniere di processi lenti e ci sono molte imprese agricole medio-piccole che riescono a crescere e generare valore proprio grazie alla loro agilità operativa e alla capacità di cogliere per prima i segnali del cambiamento e le opportunità di mercato.
Innovazione, il segreto del successo
L’attitudine ad esplorare con rapidità e curiosità nuove opportunità imprenditoriali è un correlato indispensabile dell’innovazione.
E l’innovazione è il segreto del successo per ogni attività economica, agricoltura compresa.
Oggi restare fermi equivale a perdere terreno: il mondo evolve costantemente e chi non sa adattarsi finisce per essere superato.
Il cambiamento va visto come un’occasione da sfruttare per rimanere competitivi e sostenibili nel tempo sul mercato.
Chi sa guardare avanti ha più probabilità di costruire valore, indipendentemente dal punto di partenza.
Il segreto sta nell’investire nel futuro: nuove risorse e competenze, nuove tecnologie, metodi innovativi di coltivazione e trasformazione, prodotti che devono ancora affermarsi.
E’ necessario un cambio di mentalità
Ma l’innovazione non è solo tecnologica, comprende anche la revisione del modello di gestione dell’impresa, nuove competenze, il rinnovamento delle strategie commerciali, la revisione del proprio modello di business.
In definitiva saper navigare nella complessità del panorama agricolo attuale richiede un profondo cambio di mentalità e il passaggio definitivo dalla figura di agricoltore come operatore tecnico a quella dell’imprenditore e manager che coordina ed organizza l’impresa finalizzato al reddito.
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