di Roberto Bartolini
La discussione sulla opportunità o meno di abbandonare le lavorazioni tradizionali (aratura ed erpicatura) non può prescindere dalle conseguenze che determinano sull’equilibrio vitale del suolo.
Un illuminante intervento di Marco Benetti dell’Università di Padova illustra come è composto il suolo agrario e come funziona una matrice molto complessa costituita da molti componenti che debbono essere in armonia tra di loro, sottolineando gli effetti provocati dai diversi tipi di preparazione del letto di semina.
Di seguito riassumiamo i concetti principali espressi da Benetti che dovrebbero essere presi in seria considerazione da agricoltori e contoterzisti…
Come è fatto il suolo

Il suolo, come si vede, è costituito da sabbia, limo ed argilla e dalla sostanza organica.
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La sostanza organica (che nella maggior parte dei suoli italiani oggi è ai minimi termini) costituita dai componenti indicati nell’immagine, è la principale responsabile della formazione strutturale del terreno, che è l’organizzazione spaziale di tutte le particelle e componenti del suolo.
E’ questa organizzazione che determina la qualità e la quantità dei pori tra gli aggregati e la loro stabilità con conseguenze sulla struttura.
Micro e macro pori elementi strategici
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Due ruoli diversi: i micropori permettono la risalita capillare dell’acqua e i macropori il drenaggio e il transito dell’aria che sono funzioni vitali del terreno.
L’effetto delle lavorazioni tradizionali
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L’azione combinata dell’aratura ed i passaggi successivi di affinamento con erpice rotante, determinano gli effetti sopra indicati che in presenza di andamenti climatici anomali amplificano i danni al suolo e alle colture.
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L’agricoltore che effettua lavorazioni tradizionali deve sapere ciò che accade al suolo e le due immagini soprastanti riassumono i principali effetti, evidenziando: un danno alla porosità, la distruzione degli aggregati e la mineralizzazione della sostanza organica, che come abbiamo visto è la componente che dobbiamo tesaurizzare.
Altro effetto è l’aumento dei macropori che portano alle conseguenze indicate nella prossima figura.
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Cosa succede con l’inversione degli strati
Il rovesciamento della fetta di terreno provocata dall’aratro ha 6 effetti negativi sul terreno come si vede nell’immagine che segue.
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Come si migliora la struttura del terreno
L’agricoltore può intervenire solo cercando di migliorare la porosità del terreno, da cui dipende la struttura, e lo può fare applicando le lavorazioni conservative
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Il ruolo delle cover crops
Ma i residui delle colture non sono sufficienti per stabilizzare la struttura del terreno, occorrono le cover crops che esercitano funzioni cardine che sono alla base del successo delle lavorazioni conservative.
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I pregi delle cover crops sono tali da riuscire nel tempo a riportare il terreno in equilibrio in tutte le sue componenti naturali, migliorando anno dopo anno la vitalità e quindi la fertilità dei suoli




