di Roberto Bartolini
L’accordo Mercosur che prevede di liberalizzare le importazioni da Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay eliminando i dazi oggi molto elevati, è stato prima firmato dalla Commissione UE e poi congelato (ma non si sa fino a quando) con il rinvio alla Corte di Giustizia UE prima della definitiva approvazione da parte del Parlamento UE.
Occorre applicare il principio di reciprocità
A bloccare l’avvio dell’accordo sono state le vibranti proteste di tutto il mondo agricolo che teme la concorrenza di produzioni provenienti da Paesi del Sud America che non rispettano gli standard sanitari, di sostenibilità ambientale e sociale applicati in Europa.
Infatti è più che fondato il dubbio che il sacrosanto principio di reciprocità, più volte invocato, non venga poi applicato all’atto pratico creando una concorrenza sleale ed insostenibile a danno della produzione agricola europea.
I prodotti agricoli che importiamo dal Sud America
Dai 4 paesi del Mercosur importiamo in Europa carne bovina, pollame, soia, mais, riso, agrumi, miele, zucchero ed etanolo per 24 miliardi di euro, contro 3,3 miliardi di euro di esportazioni UE verso quei paesi.
Già oggi quindi c’è una notevole asimmetria nelle relazioni commerciali tra Paesi Mercosur ed UE e quando l’accordo sarà attivo, osserva il Centro Studi Divulga, il settore agroalimentare subirà pressioni evidenti sul fronte delle importazioni a beneficio di altri comparti, come quello dei macchinari industriali e dei prodotti dell’industria chimico-farmaceutica che potranno beneficiare dell’abbattimento dei dazi.
La questione della chimica vietata nella UE
Un paradosso sollevato dal Centro Studi Divulga è che nei campi agricoli e negli allevamenti del Sud America vengono utilizzati prodotti fitosanitari vietati agli agricoltori UE, ma realizzati da multinazionali europee, tedesche in particolare e questo la dice lunga sulla posizione favorevole al Mercosur della presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen
Non c’è dubbio che l’accordo Mercosur apre anche delle opportunità per l’export dei prodotti agroalimentari verso il Sud America, ma occorre affrontare con serietà il problema della reciprocità, impedendo con tutti i mezzi le importazioni di prodotti che non rispettano gli standard vigenti in Europa.




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