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La tassa sui concimi farà esplodere i prezzi Ma ci sono alternative ai prodotti tradizionali

04-02-2026 07:00

Roberto Bartolini

Attualità e PAC,

La tassa sui concimi farà esplodere i prezzi Ma ci sono alternative ai prodotti tradizionali

IL CBAM, Carbon Border Adjustment Mechanism è un regolamento dell’Unione Europea attivo dal 1 gennaio 2026...

di Roberto Bartolini

 

IL CBAM, Carbon Border Adjustment Mechanism che in

italiano significa Meccanismo di Regolamento del Carbonio alle Frontiere è un regolamento dell’Unione Europea attivo dal 1 gennaio 2026 che definisce una tassazione del carbonio associato alla produzione di determinati beni importati da paesi extra-UE.

Si tratta in parole povere di una tassa sull’inquinamento prodotto dalle industrie extra UE per produrre beni quali cemento, ferro, acciaio, alluminio, fertilizzanti, elettricità e idrogeno che deve pagare chi importa questi beni.

 

Un ombrello di protezione per l’industria europea

 

Il CBAM mira a proteggere l’industria europea dalle merci extra UE prodotte sulla base di standard produttivi meno stringenti rispetto a quelli UE e contenenti maggiori emissioni inquinanti di CO2, oltre a prevenire il rischio di delocalizzazione della produzione fuori dalla UE o di importazione di merci ad alta intensità di carbonio.

 

Quanto incide la tassa sul prezzo dei concimi?

 

Per il mondo agricolo l’impatto della tassazione CBAM sui fertilizzanti è rilevante - afferma Mirko Zanardini direttore del CARB - , e si farà sentire soprattutto nei prossimi mesi quando saranno esaurite le scorte di concimi acquistati entro il dicembre 2025 e che quindi non erano ancora gravati dalla nuova tassazione.

 

Quanto incide la tassa CBAM sul prezzo dei principali fertilizzanti?

 

L’incidenza è variabile in base alla provenienza dai paesi extra UE: per l’urea, che tra l’altro è un concime che sta già scarseggiando, è in media sui 5 euro al quintale. I conti per l’agricoltore sono presto fatti: ad esempio per chi produce mais si tratta di un costo aggiuntivo di 25 euro in più all’ettaro che corrispondono ad un quintale di prodotto.

 

E per gli altri fertilizzanti?

 

Per il nitrato ammonico il peso della tassazione è molto forte e pari a 135 euro/t ed infatti le importazioni, quasi tutte provenienti dalla Turchia, sono state annullate.

Per il solfato ammonico, prodotto per il quale al momento non ci sono problemi essendo arrivate tutte le forniture in Italia entro la fine del 2025, la tassazione CBAM sulle prossime importazioni varierà da 76 euro/t provenienza Cina a 23 euro/t provenienza Russia e Serbia.

Per l’NPK con più del 10% di N, la tassazione CBAM incide da 60 a 64 euro/t.

 

Ipotesi di revisione a breve termine

La levata di scudi da parte di tutte le componenti del mondo agricolo non si è fatta attendere ed in questi giorni si è ventilata persino una sospensione retroattiva del CBAM per il mercato dei fertilizzanti, puntualmente smentita dall’Europa.

Infatti il Commissario Marios Sefcovic ha sottolineato che si impegnerà affinché una eventuale modifica al CBAM venga esaminata e votata in tempi rapidi così che, entro il secondo trimestre 2026, si possa procedere a valutare se questa tassazione abbia avuto concretamente un impatto sul prezzo di uno o più concimi tale da pregiudicare i redditi degli agricoltori e/o a generare inflazione.

Ci auguriamo che la UE faccia bene i conti perché gli agricoltori già devono subire le fluttuazioni dei prezzi di mercato caratterizzati da una estrema volatilità e quindi non possono permettersi di subire un aumento dei costi di una pratica agronomica come la fertilizzazione che è determinante per poter raggiungere produzioni e qualità che garantiscano un minimo di redditività.

 

Le alternative per la concimazione dei cereali vernini 

In vista delle prossime concimazioni sui cereali vernini si possono battere strade alternative ai concimi minerali tradizionali con la distribuzione di liquami e digestati nelle zone dove sono disponibili.

Altra possibilità è l’uso di concimi speciali a base di urea stabilizzata a cessione programmata oppure con un inibitore della nitrificazione che riduce le perdite per dilavamento e volatilizzazione cui è soggetta l’urea convenzionale.

Si tratta di prodotti fertilizzati ad alta tecnologia il cui maggiore costo rispetto all’urea tradizionale viene compensato da una più elevata efficienza, con una resa effettiva pari al 70-80% rispetto al 40% del concime minerale tradizionale. Facendo bene i conti, il risultato finale è che sono più convenienti.

Infine su terreni già ben dotati di fertilità, possono essere presi in considerazione anche i concimi organo minerali che apportano azoto organico e matrici proteiche e i concimi fogliari, contenenti azoto in forme diverse, per garantire differenti tempistiche di cessione nei momenti più importanti del ciclo colturale.

 

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